Tribunale di Milano, sezione Giudice per le indagini preliminari, ord. 28 aprile 2025
Nel procedimento per diffamazione e istigazione a delinquere per motivi etnici, razziali e religiosi nei confronti della senatrice Liliana Segre, l’attribuzione apodittica dell’aggettivo «nazista» a chi è stato vittima dei lager, accompagnata da richiami iconografici e ironici al nazismo, oltrepassa i limiti della legittima critica nel dibattito pubblico e integra il reato di diffamazione anche se formulata online: il mezzo telematico non assicura impunità, e la grande diffusività del mezzo aggravata dalla leggerezza dell’utente non va intesa come attenuante del contenuto offensivo.