Diritto all’oblio, verità, design tecnologico: una prospettiva di ricerca

Come cambia il concetto di memoria nell’ambiente digitale? Quali forme e contorni presenta il nuovo diritto all’oblio dopo il caso Google Spain e il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali? Quanto pesa la veridicità o la falsità di una fonte informativa sul bilanciamento necessario al de-listing dagli indici di un motore di ricerca? Gli stessi algoritmi che contribuiscono ad invadere sempre più la nostra sfera privata possono essere utilizzati anche quale rimedio alla loro stessa invasività? Questi sono i principali quesiti di un possibile percorso di ricerca che il contributo mira a disegnare. Domande non semplici, che necessitano dell’unione trans-disciplinare di intelligenze diverse e complesse. Il punto di partenza è l’analisi del caso Google Spain, in cui la Corte di giustizia dell’Unione europea ha definito una nuova forma di diritto all’oblio, sviscerandone i meccanismi, i contenuti e i pesi da sistemare sulla complessa bilancia della giustizia. La precisazione degli aspetti legali ed etici precede la traduzione degli stessi in ambiente digitale sotto forma di requisiti e scelte operate direttamente dall’utente. Successivamente, la tensione tra i concetti di veridicità dell’informazione (“esattezza” del dato personale) e i principi di Privacy by Design e by Default – previsti al nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali – permettono di disegnare un possibile cammino di studio ed approfondimento da cui potrebbero emergere risposte ai quesiti sopra rappresentati, utili a rendere maggiormente efficaci i sofisticati meccanismi giuridici introdotti dall’Unione Europea. Rimane fisso un solo elemento: la nuova legge del memorizzare e del dimenticare è l’algoritmo. Spetta a noi conoscerlo e governarlo, prevedendo sempre uno spazio di decisione umana nei giudizi di bilanciamento necessari a fronte della pluralità di interessi che insistono nell’ambiente digitale.

How does the concept of memory change in the digital environment? What shapes and contours presents the new right to be forgotten after the case of Google Spain and the new European Regulation on the protection of personal data? How important are truth and falsehood of an information source on the balancing act required for de-listing a link from indexes of a search engine? May the same algorithms that contribute to invade our private sphere also be used as a remedy to their own invasiveness? These are the main questions of a possible research path that this paper aims to draw. Questions are not simple, and they require a trans-disciplinary approach. The starting point of this paper is the analysis of the Google Spain case, where the European Court of Justice has reshaped the right to be forgotten, setting up new mechanisms, contents and weights that need to be carefully balanced. The clarification of the legal and ethical aspects precedes the translation of them in the form of requirements and user-made choices. Subsequently, the tension between the concepts of truthfulness of information (“accuracy” of personal data) and the principles of Privacy by Design and by Default – as stated by the new European Regulation on the protection of personal data – allow to draw a possible path of investigation. The final aim is to find answers to the questions asked above, increasing the effectiveness of the sophisticated legal mechanisms introduced by the upcoming General Data Protection Regulation. Only one element remain fixed: algorithm is the new law of our digital memory. Our responsibility is to govern its intelligence, safeguarding spaces for human decisions for balancing different interests that insist in the digital environment.

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