La nuova riforma europea sul digitale – Nuova direttiva europea sul diritto d’autore e novità in tema di antipirateria

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Ringrazio il Corecom e la Presidente Sala per l’invito a questo prestigioso convegno.

Saluto il Presidente Lasorella e gli Onorevoli colleghi deputati e tutti i relatori, che ho ascoltato con molto interesse.

Io starò sicuramente nei tempi ma ci tenevo a lasciare dei piccoli strumenti di lavoro che, insieme al recepimento delle Direttive europee, il parlamento italiano sta cercando di costruire – e in parte ha già costruito – per contribuire a questa battaglia di civiltà.

Proprio oggi alla Camera è iniziata la discussione generale su una serie di mozioni che riguardano il tema del pluralismo dell’informazione e – in maniera assolutamente trasversale – è emerso che serve una regolamentazione concreta, attuabile e urgente per un sistema digitale complesso, dove l’infrastruttura digitale – di cui ha parlato anche il collega Butti – si fa prodotto. La tutela della proprietà intellettuale, l’alfabetizzazione digitale, il contrasto alla criminalità e la prevenzione dei reati che riguardano prevalentemente i nostri ragazzi, si intrecciano in maniera assolutamente indissolubile.

Si è parlato tanto di regole ma per fortuna ho sentito negli interventi che mi hanno preceduto due parole chiave che devono assolutamente accompagnare in questo momento il dibattito politico: cultura e responsabilità.

Questo è il momento della responsabilità, tanto più in questo momento di lockdown che ci ha, praticamente, connessi in maniera stabile e continuativa ai vari devices; è il momento della responsabilità per chi si approccia alla rete, ma anche, soprattutto, chi vive e trae profitto nella rete.

Si è parlato di Intelligenza Artificiale, si è parlato di 5G, si è parlato di infrastruttura in fibra: è ovvio che la nuova tecnologia si innesterà inevitabilmente nel dibattito sul rispetto della proprietà intellettuale e dei contenuti.

E’ di questi giorni, ad esempio, la notizia che per contrastare la pirateria, il colosso Disney utilizzerà un sistema di blockchain in modo da controllare più strettamente il processo di distribuzione dei contenuti.

Sappiamo cosa succederà a settembre, con l’avvio del nuovo campionato di calcio, quando i contenuti, le partite, non saranno trasmesse più, esclusivamente, attraverso il digitale terrestre ma attraverso la fibra e la connessione Internet.

E quindi è ovvio che il tema del contrasto alla pirateria diventerà una priorità.

Nei giorni scorsi, oltre ottanta associazioni e aziende rappresentanti dell’industria culturale e audiovisiva hanno scritto al Consiglio e al Parlamento Europeo, invocando la parola chiave della responsabilità inclusiva da parte di tutti i soggetti che a vario titolo operano sul web, proprio perché, insieme al fenomeno della pirateria, una serie di altri fenomeni concorrono a minare il futuro della nostra privacy, della nostra identità, ma anche la nostra economia: la violazione della privacy, il furto dei dati, oltre i fenomeni che toccano più da vicino i nostri giovani, come il cyberbullismo, l’incitamento al suicidio e tanti altre reati.

Quindi l’Europa c’è, ha fatto la sua parte con le Direttive, di cui è stato detto tutto, in maniera assolutamente esaustiva, ma c’è anche un Paese – l’Italia – che sta facendo la propria parte.

Nel 2019, con la Legge 92, è stata reintrodotta l’educazione civica nelle scuole.

L’art. 5 dell’educazione civica – di cui mi onoro di essere stato il primo firmatario – prevede l’introduzione alla cittadinanza digitale ed è un momento di confronto in cui invito anche i partecipanti a questo convegno, Mediaset e Google – Google in parte lo sta già facendo – ad intervenire presso il Ministero per mettersi a disposizione ed entrare nelle scuole per contribuire in maniera concreta e diretta a diffondere questa cultura della legalità e del rispetto della proprietà intellettuale e dei contenuti che vengono diffusi.

A breve, presenteremo, come Lega in Parlamento, anche una proposta di legge anche perché l’identità digitale che si sostanzia nel rapporto con queste grandi piattaforme possa entrare definitivamente in Costituzione, perché oltre la tutela della nostra personalità fisica è evidente che in tutto quello che è stato detto fino a questo momento, sia fondamentale inserire in Costituzione il concetto della tutela dell’identità digitale.

E poi, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, nella Commissione IX Poste e Trasporti e Telecomunicazioni della Camera, insieme alla Commissione VII, sempre della Camera, prenderà il via – ne aveva parlato il collega Butti – un progetto di Legge della Lega per contrastare la pirateria audiovisiva, che sarà sostenuto – immagino – trasversalmente da tutto l’arco costituzionale.

Un progetto di Legge importante perché, oltre ad affrontare in maniera specifica un fenomeno che priva il nostro Paese di quasi un miliardo di euro ogni anno e soprattutto alimenta la criminalità organizzata, oltre ad entrare nello specifico del contrasto alla pirateria audiovisiva, ha il merito di anticipare alcune forme di responsabilizzazione delle grandi piattaforme digitali che poi sono princìpi contenuti nelle Direttive che il Parlamento, finalmente, ha approvato.

Ringrazio anche AGCOM per aver contribuito in maniera fattiva a mettere in pratica quello che era contenuto nell’art. 1 del provvedimento, grazie a un emendamento che era stato già approvato al Decreto Rilancio, in cui chiedevamo che venisse attribuito ad Agcom il potere di erogare sanzioni amministrative pecuniarie anche nel caso di inottemperanza degli ordini impartiti per la tutela proprio del diritto d’autore e dei diritti connessi alle reti di comunicazione.

Nella proposta di legge – il cui iter inizierà nei prossimi giorni alla Camera – all’art. 2 chiediamo provvedimenti urgenti cautelari, sempre da parte di Agcom, perché è evidente che ancora oggi abbiamo troppi contenuti violenti, di incitazione alla violenza.

Le cronache dei giornali, quotidianamente, riportano di video bullizzanti, esposti come trofei da chi li commette; tra l’altro anche in questo caso l’alfabetizzazione e la cultura digitale servirebbero anche a preservare gli stessi autori dei reati che tante volte non sono nemmeno consapevoli della gravità delle azioni di cui vanno a macchiarsi.

Nella proposta di legge, l’art. 3 specifica gli obblighi a carico dei motori di ricerca, dei social media e delle piattaforme. Il comma 1 dell’art. 3, nello specifico, dispone che i social media, i fornitori di servizi di siti Internet di intermediazione per la compravendita di beni o di servizi alle piattaforme di condivisione, i fornitori di servizi delle società di informazione e assimilabili, devono immediatamente provvedere a eliminare o disabilitare i contenuti, le pagine Internet e le applicazioni, comprese quelle già scaricate dagli utenti, non appena ricevuta una segnalazione da parte del titolare dei diritti.

Poi ci sono una serie di novità anche di tutela del nostro patrimonio audiovisivo, con una definizione un po’ più netta e chiara del reato del camcording o della registrazione abusiva dell’opera filmica nella sala cinematografica, in modo che l’illecito amministrativo adesso si configuri come reato grave e sanzionato alla stregua delle altre condotte di pirateria.

E infine prevediamo, proprio perché – insieme al quadro regolatorio e alla cultura – riteniamo fondamentale che sia utile condividere con i giovani – ma non solo con i giovani – i contenuti di queste direttive, chiediamo una seria campagna di informazione e di sensibilizzazione, perché tante volte le condotte illecite di cui abbiamo parlato durante il convegno vengono, appunto, commesse spesso – soprattutto dagli utenti – in maniera inconsapevole, ovviamente non in maniera inconsapevole dalle organizzazioni criminali che da queste attività traggono profitto.

L’art. 7 della proposta di legge richiama i disposti della Legge 92 del 2019, sulla cittadinanza digitale e poi all’art. 8 prevediamo specifiche sanzioni penali per responsabilità amministrativa di chi commette i reati.

Il tema del mio intervento non è un tema fashion che impegna costantemente come dovrebbe il Parlamento e il Governo, ma c’è, per fortuna, in maniera crescente una presa di responsabilità e di coscienza sull’importanza di accompagnare degli atti legislativi e delle direttive con questi provvedimenti concreti, un tentativo da parte di noi legislatori di calarli nella quotidianità, per renderli ancora più masticabili e soprattutto utili al benessere culturale ed economico del Paese.

Io vi ringrazio e continuo ad ascoltarvi.

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