Un gruppo di parlamentari chiede chiarimenti al Governo su Prism

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Nella seduta della Camera di ieri, 12 giugno 2013, è stata presentata da alcuni parlamentari aderenti al Movimento 5 Stelle un interrogazione a risposta scritta rivolta la Governo italiano per chiedere chiarimenti in relazione ai dati dei cittadini italiani trattati attarverso il programma Prism. Di seguito il testo dell’interrogazione.

“Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri, al Ministro dell’interno.

Per sapere – premesso che:

in seguito alle rilevazioni apparse sui quotidiani The Guardian e Washington Post nella scorsa settimana è emerso che il Governo americano per il tramite della National Security Agency (NSA) ha messo in atto, a partire dal novembre 2007, un progetto denominato Prism al fine di contrastare il terrorismo interno ed internazionale attraverso un capillare controllo delle informazioni veicolate attraverso la rete internet;

da quanto è emerso sugli organi di stampa tale programma ha consentito alla NSA ed al Governo americano, senza un preventivo controllo giurisdizionale, di accedere ai tabulati telefonici del provider Verizon nonché di accedere direttamente ad informazioni personali (quali mail, video, foto, chat vocali, notifiche di accesso e ad altre informazioni) di utenti americani e non custodite sui server dei maggiori provider internet quali: Google, Facebook, Microsoft, Yahoo, PalTalk, AOL, Skype, YouTube e Apple;

da quanto è emerso dagli articoli di stampa non è possibile escludere che tale attività controllo abbia coinvolto cittadini italiani ed europei che utilizzano i servizi dei suddetti provider;
tali attività, ove verificate, costituirebbero una profonda lesione dei diritti fondamentali dei cittadini italiani, quali la privacy e la libertà di espressione in rete;

il Garante italiano per la protezione dei dati personali Antonello Soro in data 6 giugno 2013 ha dichiarato in un comunicato a mezzo internet che «Preoccupa l’azione della National Security Agency statunitense, che a quanto si apprende avrebbe raccolto tabulati telefonici di milioni di cittadini, probabilmente non solo statunitensi. Preoccupa poi il fatto che tra i soggetti intercettati possano esservi anche cittadini europei, ai quali le discipline interne garantirebbero un livello di tutela ben più elevato. La difesa della democrazia passa sempre attraverso il consolidamento delle libertà e non deve essere affidata alle scorciatoie di una sorveglianza generalizzata della vita dei cittadini. Come lo stesso Presidente Obama ha più volte riconosciuto»;

in data 10 giugno 2013 il Garante europeo per la protezione dei dati personali Peter Hustinx ha espresso viva preoccupazione per le possibili implicazioni negative per la privacy e altri diritti fondamentali dei cittadini europei derivanti dal programma Prism, sostenendo la richiesta del presidente dell’article 29 Working Party Jacob Kohnstamm rivolta alla Commissione europea di chiedere chiarimenti al Governo americano in occasione del summit UE-USA in programma per il 14 giugno 2013;

in data 11 giugno nell’ambito della sessione plenaria del parlamento europeo, la Commissione europea ha espresso la propria preoccupazione in relazione al trattamento massivo di dati personali di cittadini europei che sarebbe avvenuto per il tramite programma Prism ed ha annunciato che chiederà chiarimenti alle autorità statunitensi nell’ambito del vertice ministeriale UE-USA in programma il 14 giugno –:

quali iniziative di competenza il Governo intenda adottare al fine di verificare se l’attività di controllo esercitata attraverso il programma Prism abbia riguardato dati ed informazioni afferenti a cittadini italiani e se tale attività sia stata conforme a quanto previsto dalle vigenti norme comunitarie e nazionali in materia di protezione dei dati personali nel rispetto degli accordi internazionali vigenti in materia. (4-00827)”

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