Social network, i rischi per i bambini secondo la UE

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BRUXELLES, 18 APR – I minori sono sempre più presenti sui social network, senza essere sempre coscienti dei rischi che corrono svelando informazioni private. L’allarme è della Commissione europea che cita una recente indagine su 25 mila giovani di 25 Paesi Ue, secondo la quale il 77% dei ragazzini dai 13 ai 16 anni e il 38% di quelli dai 9 ai 12 hanno un profilo sul sito internet di un social network. In Italia la percentuale varia di poco: 74% tra i più grandi e 34% nei più piccoli. «Un numero crescente di bambini è presente sui siti dei social network, ma un gran numero non prende le precauzioni necessarie per proteggersi online», sottolinea la commissaria Ue all’Agenda digitale, Neelie Kroes.
I rischi sono più grandi quanto più i bambini sono piccoli: se un 78% dei ragazzi che hanno 15-16 anni dice di sapere come si modificano i parametri per proteggere i loro dati privati, questo non vale per il 56% dei giovanissimi di 11-12 anni. «Questi ragazzini si mettono in una situazione che può nuocere loro», sottolinea la commissaria che fa appello ai social network perché modifichino i regolamenti dei profili dei minori in modo che possano diventare inaccessibili, a partire da un motore di ricerca oppure per le persone che i bambini non hanno individuato come amici. Il 15% dei bambini dai 9 ai 12 anni hanno dichiarato, secondo l’indagine, di avere i nomi di più di 100 persone nel loro profilo. Tra i 13-16 anni anche gli italiani dicono di avere più di cento amici nel loro carnet. Un quarto dei bambini sostiene di avere un profilo pubblico, un quinto ha diffuso anche il numero di telefono. Una serie di social network, tra cui facebook, ha firmato nel 2009 un codice di condotta dove si impegnavano a prendere misure nei confronti dei minori. Secondo la Kroes, «quelle società che non hanno ancora firmato i principi Ue per social network più sicuri dovrebbero farlo senza ritardi per garantire la sicurezza dei nostri bambini».

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