Rubrica Startup – Intervista a Roberto Macina (Qurami)

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Per la rubrica sulle start-up italiane, oggi è il turno di Roberto Macina, fondatore e CEO di Qurami (si legge con l’accento sulla a), la app che offre soluzioni per risolvere il problema delle file agli sportelli.

Ciao Roberto, ci racconti in cosa consiste esattamente Qurami?

Qurami è una soluzione tecnologica innovativa che consente di prenotare il posto in una fila tramite smartphone, verificare l’attesa in tempo reale e ricevere una notifica all’avvicinarsi del proprio turno. Tutto con una semplice app da scaricare sul telefono. È molto semplice da usare: si apre l’app e dopo essersi geo-localizzati, si sceglie la struttura  nella quale si vuole andare. Si verifica in tempo reale il numero di persone in fila e si prende il proprio “numeretto elettronico” che si inserisce perfettamente nel flusso ordinario dei biglietti cartacei presi in loco. Si aspetta il proprio turno con la libertà di dedicarsi  a ciò che più si desidera, mentre notifiche personalizzate segnalano l’avanzamento della fila e all’avvicinarsi del proprio numeretto ci si reca allo sportello.

Come giudichi il mercato italiano di internet oggi? Quali le maggiori criticità e quali, a tuo avviso, gli scenari interessanti per il prossimo futuro?

Senza dubbio quello di Internet è un mercato molto interessante, che negli ultimi anni ha visto una forte espansione grazie ad un vero e proprio boom di aziende che offrono servizi legati alla rete o che sono basate proprio sul web. In particolare Internet può offrire alle aziende italiane grandi opportunità per fare un salto di qualità. Infine, non va sottovalutato il fatto che in questa fase di difficoltà economica, in cui l’offerta di lavoro dipendente è in calo, Internet permette di costruirsi il proprio lavoro con investimenti iniziali minimi.

Quali sono i maggiori ostacoli che, sotto il profilo giuridico e legislativo, hai incontrato (o incontri ancora) nella tua esperienza di start-upper? Al netto del recente decreto su start-up e innovatori, quali riforme ti aspetti dal prossimo Governo?

La lentezza delle burocrazia, anche nelle operazioni più semplici, rimane un grosso problema per il nostro Paese. Bisognerebbe inoltre promuovere maggiore sensibilità e preparazione giuridica verso le materie della rete. Per quanto riguarda il decreto start-up, il provvedimento ha introdotto una serie di misure che erano necessarie.  Ora sarà importante in particolare rendere operative al più presto le previste detrazioni a favore degli investimenti privati e delle aziende nelle start-up. Questo potrebbe incentivare il flusso di capitali verso le nuove realtà imprenditoriali. Oltre all’introduzione di misure legislative, occorre fare di più per promuovere la cultura digitale e quella delle startup, in modo da trasmettere maggiori informazioni ai giovani su come trasformare una buona idea in impresa.

Sulla scorta della tua esperienza, quali consigli ti sentiresti di dare ai giovani start-upper che scelgono di investire nel mercato di internet oggi?

Mi sembra che in questo momento la figura dello startupper sia un po’ di moda o quantomeno sia vista in maniera un po’ troppo romantica. Su questo punto bisogna essere molto schietti: nella nostra azienda ci sono ragazzi che hanno rinunciato a stipendi e contratti sicuri a fronte di guadagni minori, maggiore flessibilità e…notti intere passate al computer. Non tutti hanno questa indole e questa propensione al rischio, per questo occorre valutare attentamente le scelte che si fanno. Allo stesso tempo devo ammettere che nel mio caso, l’avventura imprenditoriale di Qurami è l’esperienza più bella che mi sia capitata nella vita e mi sta insegnando molto sia da un punto di vista professionale che personale.

L’idea di Qurami è semplice, ma rivoluzionaria e, sicuramente, riempe un vuoto esistente e risponde ad un’esigenza che c’è. Quali pensi potranno essere i prossimi sviluppi del vostro mercato? State pensando di aggredire nuovi mercati?

Qurami ha subito attirato l’attenzione di tanti clienti italiani, perché purtroppo molte strutture e uffici sono caratterizzati da code. Ma di certo non siamo gli unici a soffrire di questo problema. Dobbiamo considerare che tutti i Paesi, anche quelli più avanzati, hanno le loro file. E quindi tutti i Paesi per noi possono diventare un’opportunità. Lo confermano gli accordi che stiamo perfezionando con realtà straniere. Per il 2013 puntiamo a consolidare il mercato italiano e vogliamo anche cominciare a mettere le prime bandierine di Qurami fuori dai confini nazionali.

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