Rubrica startup – Intervista a Nikas Bergaglio (Coffeemesh)

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Nella terza puntata del nostro viaggio sulle start-up italiane, MediaLaws ha incontrato Nikas Bergaglio, giovane creatore di Coffeemesh, un social network a stelle e strisce.
Nikas, cos’è Coffeemesh? Perché un utente che è già su Facebook, Twitter e Linkedin dovrebbe usare Coffeemesh?

Coffeemesh è il primo social network al mondo basato su una chat per interessi. Gli utenti, dopo essersi iscritti, vengono in contatto con persone che condividono le stesse passioni, come il cinema, la fisica o la psicologia. Il fulcro sono le live chat che gli utenti creano per discutere, semplicemente parlare – pratica ormai mascherata nel web sotto forma di tweet, commenti o post. Coffeemesh è innovativo perché riunisce le persone non attraverso amicizia o ambienti lavorativi, ma attraverso gli interessi e grazie ad un sistema unico al mondo, che noi chiamiamo Visual Chat, garantisce un reale ed immediato scambio di opinioni. Coffeemesh si vuole proporre come il salotto culturale del 21° Secolo, dove si discute, si impara, si insegna o si condivide la propria conoscenza.

Coffeemesh non vuole far la guerra ai big come Facebook, Twitter o Linkedin, infatti si propone come una nuova piattaforma, con l’unico scopo di creare relazioni reali attraverso la discussione e lo scambio di opinioni. Coffeemesh è per tutti, è innovativo e si possono affrontare argomenti importanti che non vengono trattati normalmente su gli altri social network.
Ti faccio un esempio: a me piace molto il cinema e mi piacerebbe parlarne con gente che condivide la mia stessa passione. Come faccio? Su Facebook, ai miei amici, non interessa il cinema. Su Twitter è impossibile (non è costruito per quello). Su Linkedin? Non c’entra niente…Allora come faccio? Se vado su un forum, non è una vera discussione e nemmeno ho domande…voglio solo parlare di cinema e condividere opinioni sui miei registi preferiti…ed ecco che in mio aiuto arriva Coffeemesh: mi iscrivo, creo una discussione e vengo in contatto con le persone che condividono il mio stesso interesse. Nel giro di 5 minuti, sono entrato in contatto con un critico cinematografico e abbiamo parlato dello stile unico di Fincher. Adesso sono soddisfatto – sono riuscito finalmente a parlare di quello che mi interessa.

Come giudichi il mercato italiano di Internet oggi? Quali le maggiori criticità e quali, a tuo avviso, gli scenari interessanti per il prossimo futuro?

Il mercato italiano di Internet è molto indietro rispetto al resto del mondo. Ci sono ancora luoghi dove le persone non hanno accesso all’ADSL e credo che nel 2013 non sia proprio accettabile.
Personalmente, però, sono contento perché adesso sembra che la situazione si stia evolvendo: mille nuove startup ogni giorno, incubatori, VC ed associazioni. I giovani, nonostante le grosse difficoltà, stanno riscoprendo il piacere di mettersi in gioco e fare impresa. Amo il mio paese e spero che si riprenda presto da questa crisi. Noi imprenditori cercheremo di fare del nostro meglio per rilanciare il sistema e di portare l’Italia in alto, soprattutto a livello Internet.

Quali sono i maggiori ostacoli che, sotto il profilo giuridico e legislativo, hai incontrato nella tua esperienza di start-upper? Al netto del recente decreto su start-up e innovatori, quali riforme ti aspetti dal prossimo Governo?

Prima di tutto, abbiamo dovuto istituire una SRL quindi con i relativi costi molto elevati. La famosa iSRL non era ancora uscita, infatti mancavano i decreti attuativi e non era comunque la miglior scelta per il nostro progetto.

Grazie al recente decreto, diventeremo presto Startup Innovativa, ma dal prossimo Governo mi aspetto un aiuto maggiore all’imprenditoria giovanile, come magari accesso a capitale, investitori nazionali e incubatori che possano aiutare noi giovani a realizzare i propri progetti. Lo spero molto.

Sulla scorta della tua esperienza, quali consigli ti sentiresti di dare ai giovani start-upper che scelgono di investire nel mercato di internet oggi?

Innanzitutto consiglierei ai giovani startupper di guardare bene cosa fanno all’estero, soprattutto per quanto riguarda l’usabilità, la grafica e il marketing/branding. Soprattutto il branding e come fidelizzano i propri utenti, usando un linguaggio semplice ma di grande effetto.
Inoltre, cercate di distinguervi il più possibile. Non siate l’ennesimo copycat che cerca di imitare i big americani.
Cercate di costruire un team completo, sotto ogni sua forma e valutate bene le persone che vi circonderanno.
Non tutte le idee possono avere successo. Una si e magari dieci no. Cercate di non prendere ogni informazione che vi danno come oro colato, ma fate ricerca e informatevi da soli. Questo vi aiuterà a non farvi prendere in giro.
Se vi diranno: “la tua idea fa schifo, non avrà successo” – stile Master Chef – non demoralizzatevi e se credete veramente in quello che fate allora riuscirete a raggiungere in vostro obiettivi.

Uno dei maggiori problemi dei social network è certamente la privacy degli utenti e la profilazione dei loro dati. Cosa ne pensi? Quali misure avete adottato per rispettare i diritti dei vostri utenti?

E’ un grandissimo problema e credo che sia in parte colpa dei social network che non spiegano a dovere che cosa faranno con i dati degli utenti, ma usano un linguaggio poco comprensibile che l’utente comune non riesce a capire. E’ anche vero, dall’altro lato, che è l’utente che dovrebbe cercare di non mettere informazioni troppo sensibili sui propri profili o farlo comunque, ma cercar bene di capire che cosa può succedere a quei dati.
Quindi diciamo che i social network dovrebbero essere più chiari ma anche gli utenti dovrebbero prestare maggiore attenzione o informarsi meglio sulle policy.

Su Coffeemesh siamo molto trasparenti. Non vendiamo i dati degli utenti a nessuno e mai lo faremo. Non è quella la nostra intenzione. Coffeemesh è un luogo serio, umile, dove si può imparare sempre qualcosa di nuovo, quindi perché “fregare” gli utenti con pratiche nascoste? Lo trovo senza senso.
Chiediamo solo informazioni di base come titolo di studio, età, luogo di lavoro e se l’utente lo desidera può inserire una breve descrizione su di lui e le esperienze che ha fatto.
Per evitare comunque qualsiasi dubbio, siamo sempre disponibili a dare delucidazioni sulla nostra privacy policy.

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