Rubrica Startup – Intervista a Luca Giorcelli (Quag)

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Dopo una breve pausa, riparte il viaggio di Medialaws tra giovani e meno giovani startupper italiani. Oggi è il turno di Luca Giorcelli, co-fondatore e progettista di Quag, un sito che raccoglie domande (e risposte) degli utenti.

 

1 – Ciao Luca, ci spieghi cos’è esattamente Quag? Dove e quando nasce l’idea e quali sono le sue peculiarità rispetto ad altri siti analoghi?

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Oggi sui social network ci connettiamo con chi conosciamo o con chi ammiriamo. Sono connessioni che ci fanno passare il tempo, magari ci divertono, ci informano ma NON ci offrono un dialogo su ciò che ci interessa. Il social web, per come si è sviluppato negli ultimi anni,  tende a renderci selfie, esibizionistici in cerca di approvazione. E nell’intento di piacere agli amici finiamo per dimenticarci di ciò che ci interessa davvero.

Eppure la nostra vita è costituita da tanti interessi, diversi ed eterogenei, che spesso non coincidono con quelli dei nostri amici: a me interessa il golf, le normative sulla privacy e la biologia marina, a te lo yoga, la letteratura giapponese e magari anche l’emicrania. Sì, perché gli interessi non sempre sono piacevoli, ed è anche per questo che condividerli sui social amicali spesso non produce dialogo.

In questa prospettiva nasce Quag, il social network utile che ci connette ad altre persone a partire dai nostri interessi. Perché? Per risolvere dei dubbi, imparare cose nuove, per il piacere di condividere la propria conoscenza.

 

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Lanciato a marzo 2013, in questi mesi di attività Quag ha sviluppato gli algoritmi necessari per individuare gli interessi delle persone e per farle interagire. In pochi mesi si è creata un’appassionata community di Quaggers che si scambiano informazioni e idee, discutendone animatamente (a differenza di un semplice Q&A). Quag è un mondo aperto: tutti i contenuti sono indicizzati dai motori di ricerca e diventano patrimonio sul web, perché il nostro obiettivo è di facilitare e stimolare quanto più possibile lo scambio in Rete dei contenuti più importanti, quelli filtrati ed elaborati dall’esperienza umana, quelli che vivono nella mente, nei ricordi e nel cuore delle persone.

2 – Come giudichi il mercato di internet oggi? Quali le maggiori criticità e quali, a tuo avviso, gli scenari interessanti per il prossimo futuro?

Noi siamo i nostri interessi. Il mercato di internet, ed in particolare dei social network, ne sta prendendo sempre più consapevolezza.  Ma l’idiosincrasia tra chi conosciamo e cosa ci interessa rende frequenti i momenti in cui è più utile entrare in contatto con persone affini, invece che con gli amici.

L’affinità è una forza relazionale potente almeno quanto l’amicizia, ma a differenza di quest’ultima è un territorio ancora inesplorato nel social network.

3 – Quali sono i maggiori ostacoli che, sotto il profilo giuridico e legislativo, hai incontrato (o incontri ancora) nella tua esperienza di startupper? Al netto del decreto su startup e innovatori, quali riforme consiglieresti al Governo?

Non siamo incorsi in nessuna particolare difficoltà, se non un’eccessiva burocratizzazione di determinati processi, difficoltà comune a tutte le imprese che operano in Italia.

Le tre principali azioni governative potrebbero essere:

  1. Insegnare ad innovare. Già a scuola i ragazzi devono imparare che i buoni progetti nascono da tre semplici domande: Qual è il problema? Qual è la soluzione? Perché ora?
  2. Demistificare le idee. L’idea da sola non basta, occorre allocare i soldi sui progetti dotati di roadmaps realistiche e coerenti.
  3. Adottare una visione internazionale, o quanto meno europea. I progetti nati in Silicon Valley hanno volumi di attenzione da 20 a 40 volte superiori, con velocità di raggiungimento della massa critica di gran lunga più alta.

4 – Quag è una piattaforma italiana (e in italiano). Pensate, in futuro, di offrire il vostro servizio anche al di fuori dei confini nazionali?

Quag è nata in italiano ma è strutturata per funzionare anche in altre lingue.

Dietro un’interazione semplice, Quag nasconde algoritmi complessi che innoviamo senza sosta. Abbiamo recentemente rilasciato un nuovo algoritmo di “interest guessing”, che serve ad individuare gli interessi degli utenti dai loro comportamenti. Non solo cosa ti interessa, ma quanto ti interessa. E se ti interessa da esperto oppure perché vuoi saperne di più.

Stiamo incessantemente lavorando anche sul “matching”, ovvero la capacità di aggregare interessi correlati ma espressi con parole differenti, come ad esempio “privacy” con “protezione dati”.

La struttura che ne deriva consente di poter gestire anche lingue diverse dall’italiano nella prospettiva di uscire in diversi paesi, infatti stiamo già lavorando alla versione internazionale.

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