Roaming: dall’Europa l’eliminazione entro il 2017

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“Cruciale” considera Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione Ue per il mercato unico digitale, l’intesa raggiunta nelle ore notturne dello scorso 30 giugno nelle camere del potere di Bruxelles, volta all’abolizione della pratica del roaming dei dati, in vigore entro il mese di giugno del 2017 nell’area dei ventotto Paesi Membri. “Sono stati ascoltati i cittadini europei” che “hanno chiesto e aspettato per la fine dei sovraccosti del roaming così come per le regole sulla neutralità di internet” ha dichiarato. A seguito di oltre un anno e mezzo di trattative, tra le discussioni e gli interessi della potente lobby delle compagnie di telecomunicazioni, sembra essere stato allora definito un nodo che è “essenziale per consumatori e imprese nella società ed economia digitale europea”, come ha aggiunto il commissario Guenther Oettinger.   Ebbene, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno raggiunto l’accordo preliminare in vista dell’eliminazione graduale del roaming e dei costi generati sulla telefonia mobile. Il roaming dei dati è quel meccanismo che scatta allorquando la propria compagnia telefonica non è in grado di coprire autonomamente la zona, per cui il dispositivo si appoggia alle reti di altri operatori mobili. I costi del roaming internazionale, specialmente in passato, erano piuttosto elevati.   A partire dal 15 giugno 2017 il cittadino europeo potrà quindi spostarsi all’interno dello spazio comunitario e utilizzare il proprio dispositivo mobile, pagando secondo le stesse tariffe applicate nel proprio Paese d’origine. Questo significa che se il cittadino è abbonato nel proprio Paese a un piano che comprende una certa quantità mensile di minuti di chiamata, di SMS e di gigabyte per la navigazione dati, all’interno di un altro Paese dell’Unione europea i minuti, gli SMS e i dati utilizzati per la connessione verranno scalati, senza costi aggiuntivi, dallo stesso abbonamento.   L’accordo sull’abolizione del roaming dei dati prevede tuttavia pure una clausola di salvaguardia per il cosiddetto uso equo, allo scopo di impedire eventuali abusi. Così che alle compagnie sarà permesso il sovraccosto nel caso in cui l’uso della scheda SIM non sia limitato a brevi periodi. L’utente cioè non potrà utilizzare nello Stato di residenza una carta SIM acquistata in un altro Stato dell’Unione in cui i prezzi interni siano inferiori a quelli del proprio Paese d’origine. O allo stesso modo non potrà utilizzare l’abbonamento acquistato nello Stato di provenienza, risiedendo stabilmente in un Paese estero. Sarà poi un regolamento nazionale a stabilire nello specifico la soglia oltre cui il sovraccosto potrà essere reintrodotto.   L’accordo europeo del 30 giugno sul roaming dei dati, sempre allo scopo di incentivare lo sviluppo di un mercato unico digitale, interviene poi anche nello scioglimento del nodo fino a oggi rimasto inestricato nel vecchio continente, della neutralità della Rete. È stato cioè previsto che tutto il traffico dei dati che viaggia online debba essere trattato dagli internet provider senza discriminazione o blocchi operati sulla base del tipo di contenuto.

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