Micro-task e gig economy: quando il prosumerismo sostituisce la prestazione di lavoro

Nell’era dell’industria 4.0 sono emerse economie protagoniste del mutamento degli habitus vigenti. L’approccio collaborativo fra comunità locali della sharing economy ha intessuto un sistema economico imperniato sul condividere l’accesso a beni e servizi. Ex contra, la gig economy nella prospettiva del profitto, si è servita delle piattaforme per ripartire occasioni di lavoro avallando precarietà, incertezza e discontinuità lavorativa.Il contributo intende analizzare il profilarsi di una riorganizzazione dell’incontro fra domanda e offerta su base prosumeristica e non più solidale; qualunque soggetto dotato di uno smartphone può essere consumatore e produttore di beni o servizi: un prosumer. Si proporrà, dunque, di ricomporre le frammentazioni della gig economy coniugando le esigenze datoriali di flessibilità con il bisogno di tutela dei lavoratori considerando la prosumption come un effetto dell’avvento delle tecnologie.

 

In the Industry 4.0 era, new economies have emerged as protagonists of the change of habits in force. The collaborative approach among local communities in the sharing economy has woven an economic system based on sharing access to things and services. On the contrary, the gig economy, from the perspective of profit, has used the platforms to share job opportunities endorsing precariousness, uncertainty and work discontinuity. The contribution aims to analyze the emergence of a reorganization of the supply/demand relationship on a prosumeristic basis, no longer based on solidarity; any person with a smartphone can be a consumer and producer of goods or services: i.e. a prosumer. Therefore, it will be proposed to recompose the fragmentation of the gig economy by combining the needs of employers for flexibility with the need to protect workers, considering prosumption as an effect of the advent of technology.

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