Impiego di droni armati nella lotta al terrorismo e accesso alla giustizia da parte delle vittime

L’articolo propone alcune brevi riflessioni sul tema della protezione delle vittime delle missioni antiterrorismo effettuate mediante velivoli a pilotaggio remoto (più comunemente noti come droni), muovendo dall’analisi della limitata, eppur significativa, prassi internazionale. L’indagine non perviene a conclusioni definitive, ma intende piuttosto evidenziare alcuni aspetti solo marginalmente considerati nel dibattito dottrinale, con l’obiettivo di contribuirvi da una prospettiva diversa. In particolare, si ritiene che, in determinate circostanze, l’uso dei droni come strumento di lotta al terrorismo internazionale abbia contribuito a innovare le regole dello ius ad bellum, rendendo possibile l’esecuzione più capillare e diffusa di missioni di targeted killing considerate, invece, troppo rischiose se condotte con strumenti e tecnologie tradizionali. Il numero delle vittime causate da tali missioni deve, pertanto, essere calcolato in termini assoluti e non relativi (come sembra, invece, suggerire la diplomazia ufficiale degli Stati interessati). Ciò presenta un’incidenza sulla valutazione dell’obbligo di riparazione, che deve tener conto dell’assenza di un chiaro contesto normativo in cui gli attacchi dei droni risultano inquadrabili.

The article offers some brief reflections on the issue of the protection of victims of counter-terrorism missions carried out through Unmanned Aerial Vehicles (UAVs, more commonly known as drones), moving from the analysis of the limited, but significant, international practice. The survey does not come to definitive conclusions, but rather intends to highlight some aspects only marginally considered in the doctrinal debate, with the aim of contributing to it from a different perspective. In particular, it is believed that the use of drones, in certain situations, has contributed to innovate the ius ad bellum rules, making possible the widespread execution of targeted killing missions that would otherwise be considered too risky. The number of victims caused by these missions must therefore be considered in absolute and not relative terms (as the official diplomatic positions seems to suggest). This has an impact on the assessment of the obligation to repair, which must take into account the absence of a clear regulatory framework in which drone attacks can be classified.

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