Fake news e responsabilità: paradigmi classici e tendenze incriminatrici

L’articolo affronta la questione della responsabilità per la diffusione di fake news alla luce della recente proposta di punire il falso in quanto tale se pubblicato online. Premesso che il fenomeno delle fake news non è nuovo, né è limitato a internet, l’Autore indica che il falso diffuso online dovrebbe continuare a essere ritenuto punibile secondo i principi consolidati in materia, ovvero solo qualora danneggi un interesse costituzionalmente tutelato. Rispetto alle nuove proposte di incriminazione e ad alcune recenti tendenze della giurisprudenza, si suggeriscono alcune ipotesi alternative per assicurare la tutela degli interessi che possono essere lesi dalla diffusione su internet di notizie false, evitando di configurare responsabilità di tipo penale in capo a soggetti diversi dall’autore del falso.

The paper explores the problem of criminal responsibility for spreading fake news in the light of the recent legislative proposal to punish untrue statements published online. Given that fake news isn’t just a new issue concerning the Internet, the Author suggests that the well-established general principles should be applied to untrue statements even if they are spread online, only punishing their authors when they harm an interest protected by the Constitution. Compared to the new legislative proposal of incrimination and to recent case law from the Italian Court of Cassation, the Author suggests different solutions aiming to protect interests that could be offended by fake news spreading online, excluding criminal sanctions for anyone other than the author of the untrue statement.

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