Dal Primo Emendamento al bavaglio malese. Fake news, libertà di espressione e il rovesciamento delle categorie politiche tradizionali

Il tema delle fake news è relativamente nuovo e sono recenti i primi tentativi di regolamentare il fenomeno; in particolare, il riferimento è alle leggi adottate in Germania e in Malesia (quest’ultima poi abrogata). L’articolo parte da una definizione di fake news e illustra i principali problemi relativi alla loro diffusione, che fra l’altro avviene in parte anche mediante le condivisioni e i commenti generati automaticamente da profili internet fasulli. Ciononostante, i principi costituzionali comuni alle democrazie consolidate, nonché i principi europei e internazionali non sembrano consentire ai legislatori di porre limitazioni stringenti alla libertà di espressione, come pure è avvenuto nei casi in esame. Si assiste inoltre alla paradossale situazione in cui parte del mondo liberale chiede l’adozione di norme fortemente repressive, mentre le istanze di tipo libertario sono sostenute da orientamenti che, in generale, non si distinguono per la difesa dei diritti fondamentali.

 

Only in the last years fake news has become a debated topic. Therefore, just a few laws aim to fight fake news, such as the ones recently adopted in Germany and in Malaysia (the latter already repealed). Spreading of fake news – in which social bots play a key role – could be dangerous; nevertheless, constitutional, European and international principles prevent excessive restrictions on freedom of speech – just as in Germany and in Malaysia. It is also a paradox that many liberals are calling for the adoption of repressive legislation, whereas groups not so sensitive to fundamental rights protection are calling for “no limits” policy.

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