“O cancelliamo i dati o usiamo le nuvole” – Intervista a Marco Zingarelli di Quokky

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Riprendiamo la rubrica Startup intervistando Marco Zingarelli, fondatore e ideatore di Quokky, app per dispositivi mobili capace di riconoscere, archiviare e gestire i contratti dei più comuni servizi di luce, acqua, gas, telefono, internet etc.

Allora Marco, cosa fa Quokky e soprattutto cosa farà? 

Quokky è nata per essere un archivio virtuale in cui conservare ordinatamente tutti i documenti importanti. Durante un trasloco ci siamo accorti quanti documenti cartacei siamo costretti a conservare, a volte anche per anni, ma che in realtà non serviranno quasi mai.

Alcuni esempi possono essere le garanzie di un elettrodomestico, le multe, il pagamento del canone rai, le bollette di casa, e molto altro.

Col tempo abbiamo continuato a sviluppare il prodotto e oggi i nostri clienti non devono fare più nulla, Quokky riconosce qualsiasi documento, ne estrapola i dati importanti e lo archivia nella giusta cartella, se ci sono anche delle scadenze le aggiunge direttamente al calendario.

Quokky nasce in un garage?

Non proprio in un garage, uno dei soci fondatori aveva una web agency e in un primo periodo ci siamo appoggiati nel suo ufficio, poi siamo cresciuti e abbiamo dovuto cercarne uno solo per noi.

La fase iniziale è stata molto difficile, abbiamo fatto molti test per capire come costruire il prodotto. E’ stato difficile trovare le persone giuste e creare un team preparato, la prima versione di Quokky l’abbiamo dovuta “cestinare”. Ci sono voluti circa 8/10mesi per essere a regime.

Quokky è rivolto agli individui o alle imprese?

Quokky ha come focus gli individui ma stiamo creando una versione dedicata ai piccoli imprenditori e le piccole partite iva.

Qualche mese addietro siete stati premiati da Apple come una tra le dieci più innovative app del suo Appstore. Cosa è cambiato?

E’ stato un grande risultato frutto di un gran lavoro di squadra.

Essere nominati migliore App è principalmente una grande vetrina, ti da un sacco di visibilità.

Il vostro servizio comporta relazioni con il mondo delle multiutilities, come si pone questo ecosistema rispetto al processo di digitalizzazione? Avete trovato delle resistenze sistemiche? 

Si stanno iniziando a vedere i primi passi ora. Ricordo che 3 anni fa quando facevamo dei meeting per presentare il prodotto tutti ci dicevano che era interessante ma non si connettevano. Le multiutility cercavano di digitalizzare i loro clienti nel modo sbagliato, è troppo costoso creare un app, avere un ufficio marketing ad hoc e fare comunicazione. Tutto questo per 6 documenti all’anno (se si considera una fatturazione bimestrale).

Tutto ciò possiamo offrirlo noi.  E ora che hanno provato sulla loro pelle quando sia difficile e costoso, stanno richiamando.

Vi spaventa la dimensione globale?

No, assolutamente. Abbiamo chiuso delle partnership in UK e Serbia ma il nostro obiettivo principale è a diventare l’app di riferimento in Italia

Quali sono i mercati su cui volete puntare?

Per il momento Italia e UK.

Perché questi e non altri?

Perché sono più vicini, siamo già attivi e stiamo crescendo bene. Ci sono altri mercati interessanti come US o magari Asia ma al momento non ci pensiamo.

Durante il processo di internazionalizzazione cosa pensate possa offrirvi il “Sistema Italia”?

Meglio se non rispondo. Il “Sistema Italia” sta facendo ancora troppo poco.

L’utente medio è pronto a spostare i suoi dati tra le nuvole? 

Si, penso di si. E’ comunque una questione di tempo. Basta pensare che le memorie dei nostri telefoni sono sempre piene. O cancelliamo i dati o usiamo le nuvole.

Siete voi ad archiviare i documenti o vi servite di server di terze parti?

Il software e il motore che riconosce i documenti è nostro ma dobbiamo usare servizi esterni come i server di Amazon che sono sicuri e ad alte prestazioni.

In quali fasi dello sviluppo avete trovato una legge “ostile”?

In nessuna particolarmente, però ci sono pochi consulenti specializzati in startup anche dal punto di vista legale.

Che cosa fareste per migliorare il quadro normativo?

Più che il quadro normativo, cercherei di alleggerire il sistema fiscale. Il costo del lavoro è troppo alto, avere 5 dipendenti vuol dire avere costi fissi per 300/400.000euro l’anno. Una startup come fa a sopravvivere, noi abbiamo trovato dei finanziatori ma tante altre startup, anche con belle idee, muoiono già in fase di test.

Se fosse possibile creerei in Italia dei poli tecnologici divisi per tema (es. meccanica, biomedica, app servizi. etc) dove le startup possano godere di agevolazioni concrete come: costo del lavoro agevolato, tax free per x anni, servizi di marketing per tutte le aziende che ne fanno parte. Lo Stato deve investire per avere tecnologie future altrimenti saremmo sempre indietro e subiremo il mercato straniero.

 Puoi mostrarmi in un video l’universo di Quokky? 

Eccolo!

QUOKKY Assistant from Fabio Bressan on Vimeo.

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