La Corte di giustizia demolisce il safe harbor e ridisegna i confini del diritto alla privacy in ambito transnazionale

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La sentenza consegnata nella giornata di ieri dalla Corte di giustizia nella causa C-362/14 segna un ulteriore punto di non ritorno nel percorso di rivisitazione dei confini del diritto alla privacy che i giudici del Lussemburgo paiono aver intrapreso da poco più di un anno a questa parte, supportati dal conforto interpretativo degli artt. 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Dopo le storiche sentenze Digital Rights Ireland e Google Spain, rispettivamente dell’aprile e del maggio del 2014, un altro tassello va ad aggiungersi al mosaico con cui la Corte di giustizia sta progressivamente rielaborando il contenuto della tutela dei dati personali in Europa, stavolta con conseguenze di grandissimo momento nel rapporto con gli Stati Uniti.

Qui il testo integrale del commento

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