La “radio-comunicazione” al servizio della sicurezza (e non solo…!) sulle strade

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C’è chi odia i tunnel perché gli fanno paura e/o soffre di claustrofobia, chi non li sopporta per il buio o perché li trova monotoni…su Facebook si trova persino chi esprime la propria avversione per le gallerie «perché non sai mai cosa ti aspetta quando esci», e quindi ti «creano un senso d’impotenza…». Ma c’è anche chi, specie se “ligure” e costretto a spostarsi con una certa frequenza da una parte all’altra della Regione, sulla rete autostradale, nutre insofferenza nei loro confronti perché si presentano puntualmente “sul più bello” di una notizia (o anche semplicemente di una canzone) trasmessa alla radio, per cui una volta incuneatisi nel “pertugio”, si ha la certezza che non si saprà come andrà a finire…

Ebbene, può dirsi che la direttiva 2004/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 (c.d. direttiva-tunnel”), a cui ha dato attuazione, in Italia, il d. lgs. 5 ottobre 2006, n. 264 abbia accontentato un po’ tutte le summenzionate categorie di utenti. Messa a punto all’indomani dei drammatici incidenti di fine anni Novanta, in cui persero la vita molte persone (si pensi per tutti alla tragedia del tunnel del Monte Bianco), la direttiva si è posta come principale obiettivo di fissare gli standards minimi di sicurezza per i tunnel (quelli già in esercizio come i nuovi o in corso di realizzazione…) della rete stradale trans-europea, di lunghezza superiore a 500 metri, col prevedere, dal punto di vista strutturale, la “geometria” delle gallerie, ma anche vie di fuga e, più in generale, piani di emergenza (compresa la preparazione tecnica e l’addestramento del personale qualificato, così come la realizzazione di campagne tese ad informare gli automobilisti…), caratteristiche di resistenza al fuoco, di illuminazione, ventilazione, segnaletica. Inoltre dal punto di vista “funzionale” la direttiva disciplina le modalità in cui deve avvenire il transito di merci pericolose, nonché, per l’“ordinario”, velocità e distanze di sicurezza.

Per quanto qui maggiormente rileva, la direttiva prevede che gli automobilisti in circolazione nelle gallerie (oltre a poter chiamare numeri d’emergenza: 113, 115 e 118), debbano poter ricevere informazioni sul traffico ed eventualmente messaggi di emergenza, grazie alla predisposizione di impianti di radiodiffusione con frequenze “ordinarie” e “speciali”.

In una tale prospettiva, è stato in qualche modo nelle cose, da subito, immaginare di poter cogliere l’occasione per dar modo pure ad emittenti private di affiancarsi alla ben nota “Rai-Isoradio” nella trasmissione e fruizione dei propri programmi (pure) nelle gallerie (così, per esempio, si ha notizia di come, in Alto-Adige, grazie all’istallazione di quattro trasmettitori, che diventano otto nelle gallerie di San Giacomo e della Me-Bo, sia ora possibile essere raggiunti da Ras, Sender Bozen e ancora altre emittenti private). Certo sorge spontaneo chiedersi se, nel rinnovato contesto che va componendosi, Isoradio potrà continuare a “permettersi” di trasmettere i propri programmi senza pubblicità…là dove, per diverso profilo, è possibile immaginare che della maggior concorrenza saprà beneficiare la qualità del prodotto trasmesso…

Ad ogni modo, la direttiva stabiliva un termine massimo di adozione da parte degli Stati membri di due anni dalla data di pubblicazione e un tempo limite di attuazione di 10 anni dall’adozione, esteso a 15 per alcuni Paesi, tra cui l’Italia, in ragione dell’elevato numero di gallerie presenti sul territorio nazionale. Proprio a quest’ultimo riguardo, di rilievo è notare come (secondo quanto viene riferito sullo stesso sito istituzionale della Regione) se il 61% delle gallerie soggette alla nuova Direttiva sono in territorio italiano, la Regione Liguria, sul proprio territorio, di gallerie da adeguare e mettere in sicurezza, ne possiede ben il 17% di tutta l’area europea.

Trattasi, all’evidenza, di un problema assai complesso da affrontare e risolvere (entro, si rammenti, il 2019) «sia dal punto di vista degli investimenti finanziari per le società concessionarie di strade e autostrade», «sia per i disagi per gli automobilisti che le percorrono e i cittadini delle zone interessate che cominciano a emergere». Ed in effetti sono soprattutto questi ultimi, per ora, a dover subire i disagi dovuti all’apertura di cantieri sull’Autofiori, col crearsi di code che, in occasione delle festività, raggiungono “la decina” (di chilometri). «Fermo restando», come afferma l’assessore regionale alle infrastrutture, Raffaella Paita, che «la sicurezza delle galleria è un obiettivo irrinunciabile» la Regione chiede, pertanto, all’Unione Europea, finanziamenti aggiuntivi, la possibilità di una dilatazione dei tempi della direttiva e una nuova modulazione dei rapporti con i soggetti concessionari. Il tutto mentre gli automobilisti sono costretti a star fermi – pure in galleria! – per tempi inusuali…ciò che, è facile immaginare, almeno per il momento non contribuirà certamente a migliorare il loro “feeling” con i tunnel…!

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