Il VI Premio Vittorio Frosini a Roma Tre. Il riconoscimento assegnato a Marco Bassini per la tesi di dottorato sull’impatto delle tecnologie sui diritti fondamentali

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Presso l’Università degli Studi RomaTre, si è svolto il VI Premio Vittorio Frosini che quest’anno è stato assegnato ex aequo all’avv. Marco Bassini, docente all’università Bocconi di Milano e fellow dell’Accademia Italiana del Codice di Internet (Iaic) e collaboratore di Diritto Mercato Tecnologia.

La Rivista Il diritto dell’informazione e dell’informatica, unitamente con la famiglia Frosini, ha promosso anche quest’anno il Premio nazionale dedicato alla memoria di Vittorio Frosini, destinato ad una tesi di dottorato in informatica giuridica e diritto dell’informatica presentata in una istituzione universitaria italiana o dell’unione Europea.

Il Premio Frosini intende rendere omaggio alla memoria di Vittorio Frosini, ricordando il suo contributo di fondatore della informatica giuridica in Italia, attraverso la Sua pionieristica opera Cibernetica, diritto e società del 1968, e poi in numerosissimi studi nell’arco di oltre trent’anni.

In occasione della cerimonia di premiazione si è svolto il workshop scientifico Algoritmi, organizzato dalla Fondazione Piero Calamandrei,  moderato dal Prof. Guido Alpa, con le relazioni della Prof. Valeria Falce, del Prof. Alfonso Celotto, dell’avvocato Giovanna Corrias Lucente e del Prof. Francesco Cardarelli, nel corso del quale diversi sono stati gli spunti di riflessione sul pensiero di Vittorio Frosini, quale straordinario divulgatore della materia, attraverso la sua opera di Maestro, di docente universitario, di conferenziere e anche di coordinatore del primo dottorato di ricerca in informatica giuridica attivato nelle Università italiane.

La tesi di Marco Bassini, difesa nel 2016 a Verona, affronta il tema dell’impatto delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione sulla tutela dei diritti fondamentali e prevede due possibili soluzioni: l’adozione internazionale o nazionale di una Carta dei diritti di Internet o la costituzionalizzazione di una versione digitale dei diritti fondamentali.

«La trattazione, frutto di un’approfondita ricerca dottrinale e giurisprudenziale, si apprezza per le riflessioni critiche dell’Autore che evidenziano come negli ordinamenti contemporanei già vi siano adeguati strumenti per garantire i diritti fondamentali in Internet e come le Corti ne abbiano saputo fare uso. Lodevole di segnalazione appare, altresì, nella ricerca l’uso del metodo comparativo con particolare riferimento all’esperienza statunitense», hanno scritto nella motivazione i membri della giuria del Premio, Pietro Rescigno, Vincenzo Zeno-Zencovich e Tommaso Edoardo Frosini.
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