Giornali online, la foto “pirata” costa 1.000 euro al giorno

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Cari giornalisti online e cari editori, occhio alle foto che mettiamo sui nostri siti perché potrebbe caderci in testa l’accusa di “uso illecito e sfruttamento commerciale” di questo materiale. Soprattutto se si tratta di vecchie gallery ri-abbinate alla pubblicità. Il Tribunale di Torino (sezione specializzata nella proprietà industriale) ha emesso in via definitiva una pronuncia a riguardo, in esito al doppio grado cautelare (scarica qui le due ordinanze 12). Sentite qua: “Le fotografie concesse in uso editoriale a quotidiani web e postate sulle relative pagine internet storiche e sulle fotogallery, oltre il termine contrattualmente pattuito, costituiscono illecito uso e sfruttamento commerciale laddove nelle relative pagine esistano banner pubblicitari o elementi di attualizzazione, quali ad esempio notizie aggiornate”. Che tradotto significa: se si abbina l’advertising alle vecchie gallery, in un contesto di news, si rischiano multe di mille euro al giorno per ogni “illecito”.

Fino a oggi le cose funzionavano diversamente: le foto di cronaca date in licenza per un determinato periodo rimanevano “acquisite” dal licenziatario come dato d’archivio, senza restrizioni al loro utilizzo a contratto scaduto. Al centro della questione una controversia tra LaPresse e Poligrafici Editoriale (tra le testate La Nazione, il Giorno, Il Resto del Carlino e i relativi siti internet). Il giudice Silvia Vitrò ha sostanzialmente aderito alle tesi dei legali de Lapresse, ritenendo che da parte di Poligrafici ci sia stato un “abusivo sfruttamento economico delle fotografie”, perché agli utenti, oltre al contenuto fotografico richiesto, venivano presentati annunci pubblicitari, fonte di guadagno per il sito. “Il provvedimento –spiega Barbara Sartori, avvocato dello Studio Legale Cba che assieme al partner Luca Ferrari ha agito per conto de Lapresse – contiene una pronuncia inedita e suscettibile di applicazione molto estesa nel settore: le immagini concesse a uso editoriale online devono essere rimosse al termine della licenza nel caso in cui le pagine su cui sono state pubblicate rimangano oggetto di sfruttamento commerciale”. L’ordinanza è stata confermata dal Collegio a seguito del reclamo presentato da Poligrafici. Il provvedimento non soltanto obbliga il gruppo editoriale a rimuovere le foto Ap/LaPresse dai propri siti internet, ma fissa una penale di mille euro per ogni violazione e per ogni giorno di ritardo nell’ottemperare all’ordinanza, a partire dal decimo giorno successivo alla sua pubblicazione. Voi cosa ne pensate, è giusto?

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